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Davide Mura
Avvocato, sovranista e identitario, appassionato di Costituzione
Lettura in 2 min.

Perché tornare al voto (oggi) è una questione di democrazia

Esistono molti opinionisti che ritengono che essendo, la nostra, una #Repubblica #parlamentare, può liberamente formare delle maggioranze in Parlamento e creare nuovi #Governi in barba al risultato elettorale e agli orientamenti politici presenti.

Tecnicamente ciò può essere vero. Nel senso che non esiste nel nostro sistema costituzionale un meccanismo che impedisca la formazione di maggioranze alternative rispetto a quelle indicate in campagna elettorale. Lo stesso meccanismo della fiducia permette la fantasia politica, con la possibilità di creare alleanze e assi di maggioranza anche riunendo sotto un unico tetto partiti apparentemente incompatibile sul piano dei valori, delle idee e degli obiettivi.

Ma le argomentazioni “costituzionali”, seppur apparentemente solide, oggi appaiono estremamente deboli rispetto al passato. E ciò per due ragioni essenziali (ma non le uniche). Vediamole.

  • Sistema elettorale. Nel passato il sistema elettorale era un sistema #proporzionale puro, che garantiva la plurarità della rappresentatività e dunque la naturalità delle alleanze post-elettorali in sede parlamentare. L’inserimento di elementi marcatamente maggioritari nel meccanismo elettorale, ha sterilizzato questo sistema, costringendo i partiti politici a creare alleanze pre-elettorali, con una chiara polarizzazione delle posizioni politiche, che ha rafforzato la logica maggioritaria anche nella popolazione, la quale oggi considera anti-democratico (e lo è) una maggioranza che non abbia trovato la propria benedizione politica nell’urna.
  • Riforme anti-casta. In secondo luogo, le riforme “anti-casta”, hanno contribuito a demolire quello che in realtà era un efficace argine contro il fenomeno del “cambia-casacca” e dei riposizionamenti dettati da interessi personali. Sicché, oggi, un parlamentare che veda il rischio di perdere il seggio e i relativi “privilegi”, pur di non perdere nulla è disposto a riposizionarsi politicamente, rafforzando il fenomeno delle maggioranze “innaturali”, create cioè per finalità differenti rispetto a quelle per le quali un Parlamento e una maggioranza parlamentare dovrebbero lavorare: l’attuazione di quanto è programmato negli artt. 1-12 Cost.

Per farla breve, il sistema parlamentare disegnato nella nostra Costituzione è stato profondamente alterato da tutte quelle riforme imposte per il perseguimento di obiettivi politici ben lontani dall’attuazione dei principi costituzionali fondamentali. Il meccanismo maggioritario innestato nel sistema parlamentare, in questo senso, ha snaturato la democrazia parlamentare, tale che essa oggi non lo è più, e tale che l’argomentazione secondo la quale le maggioranze si possono liberamente formare in parlamento (tanto che tutte sono democraticamente legittime), è superata. Inoltre, l’abolizione dei “privilegi” del parlamentare, di seguito alle campagne anti-casta, hanno rafforzato lo snaturamento della democrazia parlamentare, perché oggi, in assenza di quei privilegi, il parlamentare non ha più interesse a far cadere una legislatura nata male, bensì ha interesse a mantenerla in vita il più possibile, anche quando chi governa persegua o intenda perseguire obiettivi politici contrari all’interesse nazionale e ai principi fondamentali costituzionali.

In conclusione, se davvero si vuole riconsiderare la piena legittimità democratica delle maggioranze che si formano nel Parlamento, è necessario tornare a un sistema proporzionale puro ed è altresì necessario riconoscere al parlamentare il giusto status che gli compete, e cioè quello di pieno rappresentante del popolo e non di se stesso o di certe lobby, che le campagne anti-casta, invero, hanno rafforzato e consolidato.

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