Back to home page
Davide Mura
Avvocato, sovranista e identitario, appassionato di Costituzione
Lettura in 3 min.

Obbligo vaccinale e Costituzione. Breve riflessione

La questione vaccini è un campo minato. Da una parte abbiamo chiare manifestazioni di #scientismo che vedono e impongono una scienza dogmatica e taumaturgica, e cioè in grado di per sé, nella sua assoluta presunta infallibilità, di risolvere tutti i problemi umani, e dall’altra abbiamo la diffidenza di chi, davanti alla scienza scientista, crede (non sempre a torto) che dietro di essa si nasconda l’ennesimo turpe business a danno della #salute.

Ma la verità, probabilmente, sta nel mezzo. Nel senso che, seppure sia vero che oggi si assiste a un regresso della #scienza verso posizioni scientiste e dunque ideologiche, sicché solo l’uomo di scienza è l’unico in grado di dettare soluzioni politiche al problema della salute umana, è anche vero che l’eccessiva diffidenza di una parte della comunità nei confronti della scienza sta assumendo toni paradossali e una piega assai pericolosa per la collettività.

Nel caso dei #vaccini, più o meno è questo lo stato dell’arte. E certo non aiuta alla composizione della frattura, l’obbligo vaccinale. In parte perché tale obbligo fa emergere in tutta la sua evidenza la tendenza “scaricabarile” che pervade attualmente la nostra classe politica, incapace di prendere una decisione politica nell’interesse generale che non scada nel mero scientismo, e poi perché l’obbligo di per sé non è risolutivo, poiché rafforza ancora di più il senso di diffidenza della comunità nei confronti del metodo scientifico, della ricerca scientifica e dunque della capacità della scienza di ricercare e offrire soluzioni (pratiche e non ideologiche) ai problemi della salute.

La chiave risolutiva è la Costituzione. Ancora una volta i padri costituenti avevano visto bene, quando elaborarono i principi costituzionali, che se da una parte affermano (art. 32 Cost.) che nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario obbligatorio (#TSO), se non per disposizione di legge, là dove questa legge non deve comunque violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, dall’altra garantiscono il diritto allo studio (art. 34 Cost.), non potendosi, sempre per legge, escludere determinate categorie di soggetti da tale diritto (che non riflette necessariamente l’obbligo scolastico) sul presupposto del mancato adempimento di un trattamento sanitario obbligatorio, la cui sanzione – in assenza di alcun pericolo concreto per la salute collettiva – non potrebbe che essere, male che vada, di natura pecuniaria, e mai – nel caso di minori – tale da ledere il diritto costituzionalmente garantito a usufruire del servizio scolastico.

Qui dunque non si vuole discutere dell’efficienza o degli effetti collaterali dei vaccini, bensì si vuole discutere dell’opportunità della loro imposizione per legge, che stride in modo conclamato con il dettato costituzionale, ciò poiché – e lo si ribadisce – il trattamento sanitario obbligatorio è tanto giustificato quanto è concreta la situazione di pericolo per la salute collettiva connessa alla sua mancata attuazione, sicché il TSO appare come l’unica soluzione praticabile (extrema ratio) per tutelare il bene superiore della salute e dell’integrità fisica dei cittadini. In altre parole, solo e se ciò si renda necessario per evitare la propagazione veloce della malattia virale a fronte della presenza sempre più massiccia di focolai epidemici. In assenza di un immediato e concreto pericolo, il TSO non sembra essere giustificato costituzionalmente e solo sulla base della riserva di legge, violando – come si è detto – il limite della dignità umana. Anche perché, se il TSO fosse ammesso a prescindere, e cioè in spretto della libertà individuale e della integrità fisica, qualsiasi trattamento sanitario sarebbe legittimo a prescindere dalla ratio emergenziale che lo imporrebbe, aprendo così le porte alla dittatura e allo stato totalitario: è giusto solo perché lo impone la legge, non considerandosi le circostanze contingenti (l’emergenza) che invece dovrebbero renderlo accettabile.

E’ evidente che davanti a questo aspetto giuridico (e non scientifico), mancano gli strumenti culturali nella classe dirigente per comprendere che l’obbligo vaccinale (ma è così per qualsiasi trattamento sanitario obbligatorio) comporta sempre la violazione dei principi costituzionali sulla tutela della integrità della persona fisica quando non è giustificato da un evento contingente ed emergenziale, tale che il bene costituzionale della tutela della salute pubblica sia superiore rispetto a quello della salute del singolo. Sicché, fin quanto questo evento contingente ed emergenziale non esiste e non è concreto, il divieto ex-art. 32 Cost. rimane argine insuperabile, poiché entrano in gioco altri beni costituzionalmente tutelati che si assumono preminenti: l’integrità fisica, la salute individuale e la dignità umana.

E' stato un post interessante?100No