Luca Ward, rompe il silenzio sulla terribile malattia di sua figlia: “Si sta aggravando”

Luca Ward è uno degli attori, ma soprattutto uno dei doppiatori, più famosi d’Italia. Nel corso della sua carriera si è distinto per essere stato la voce di numerosi personaggi di Hollywood diventando in questo modo uno dei più richiesti di sempre. Purtroppo, in un’intervista rilasciata solo poco tempo fa, la voce più sensuale d’Italia ha confessato di attraversare un periodo molto buio a causa di una malattia molto rara che ha colpito sua figlia.

Il mondo del doppiaggio italiano ha conosciuto grandissime personalità, l’indimenticabile Ferruccio Amendola, padre dell’attore Claudio Amendola, quella dell’attore pluripremiato Giancarlo Giannini e anche quella di Luca Ward che ha prestato la sua voce a Russell Crowe per il film premio Oscar Il Gladiatore, ma anche a Keanu Reeves, Hugh Grant, Samuel L. Jackson, Pierce Brosman, Antonio Banderas e moltissimi altri. Solo l’anno scorso Ward si è cimentato anche nella stesura di un romanzo dal titolo Il talento di essere nessuno, un volume interamente dedicato alla storia di una famiglia nell’Italia degli anni ’70, ma in cui parla anche della tragica malattia di cui è affetta sua figlia, rinunciando alla riservatezza che da sempre contraddistingue la sua vita e la sua carriera. Nel corso dell’intervista rilasciata a Vanity Fair, il doppiatore ha motivato la sua scelta, come qualcosa di dovuto, di fondamentale per aiutare la ricerca per le malattie rare, soprattutto per qualcuno è di certo può ottenere molta più visibilità in quanto personaggio pubblico.

La figlia di Luca Ward, Luna, è affetta dalla sindrome di Marfan, una malattia genetica rara  che incide sull’apparato osseo e nel caso specifico sulla schiena che durante la pandemia, a causa del blocco delle terapie ospedaliere è arrivata a curvarsi del 68 per cento, invece del 32. Nello spiegare il perché ha voluto scrivere un romanzo rivelando la malattia di sua figlia, il doppiatore ha detto “Ho capito che per le malattie non considerate di impatto la ricerca è ferma. Alcuni ricercatori, ormai amici, mi hanno detto di non avere nei propri laboratori i reagenti necessari ad andare avanti. Ed è gravissimo. È grave quanto chiudere un porto commerciale. La salute è fondamentale, la ricerca è il perno attorno al quale ruota oggi l’umanità. È stata una decisione molto sofferta. Non volevo parlare di matrimoni e divorzi, della malattia di mia figlia. Non c’era paura, sia chiaro. Solo, volevo tutelare mia figlia, la sua condizione. Non volevo sembrasse che io pietissi chissà che: sono entusiasta della mia bambina, della nostra vita, amo mia moglie, ci divertiamo
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