Donatella Rettore ne parla solo oggi: “Sono stata cresciuta dalle suore, ecco cosa mi facevano”

Donatella Rettore, meglio nota come semplicemente “la Rettore“, è una delle cantanti che hanno contribuito alla storia della musica italiana degli ultimi cinquanta anni. Donatella è uno spirito ribelle, una vera rockstar nonostante abbia già spento la 66 esima candelina. Lei, incurante del dato anagrafico, continua ad esibirsi sui palchi più importanti italiani e non solo. Di recente abbiamo avuto il piacere di rivederla al teatro dell’Ariston, ha concorso nella competizione del 2022 insieme a Ditonellapiaga con il brano Chimica. La canzone ha riscosso un notevole successo e anche se si è classificata solo sedicesima nella classifica sanremese è oggi una delle hit più ascoltate nella radio italiane.
Donatella ha esordito nei lontani anni Settanta,, spirito libero senza tempo, emblema di stile, è riconosciuta anche dalla comunità LGBT come icona gay, la donna infatti ha sempre supportato le battaglie combattute dalla comunità. La Rettore ha sempre fatto parlare molto di sè, la sua eccentricità ha attirato l’attenzione di tutti, anche di chi musicalmente professava altri gusti e ha espresso la preferenza per altri generi. Dal punto di vista professionale, Donatella, ha una carriera costellata di successi, oltro ed essere nota per il anticonformismo, la 66 enne è principalmente amata per il suo straordinario talento come cantautrice e paroliera.
A dimostrazione di ciò, un’infinita lista di premi al suo merito tra cui citiamo il Disco d’oro per l’album Incantesimi notturni, Disco di platino per l’album Estasi clamorosa, “Premio Personalità Europea” e il recentissimo  “Premio SIAE-Roma Videoclip Rivelazione” per il videoclip di Chimica. Negli ultimi tempi, l’ autrice di Kobra e Splendido Splendente, ha attirato nuovamente l’attenzione su di sè per via di un’intervista rilasciata a La Stampa, poco prima dell’esibizione sul palco di Sanremo. La Rettore, insieme a Ditonellapiaga, canta nel suo brano “non mi importa del pudore, delle suore me ne sbatto totalmente”, una frase che ha suscitato un bel polverone mediatico e che lei stessa ha voluto contestualizzare. La cantautrice ha spiegato che è cresciuta con le suore e che la sua strofa è stata una sorta di riscatto nei loro confronti:
“Sono cresciuta dalle suore e con questa frase mi sono vendicata di tutto quello che ho subito. Ricordo i ceffoni, i calci nel sedere anche se c’era una suorina minuta, l’unica davvero gentile, Suor Esterina; lei mi è rimasta nel cuore. Purtroppo la curia non mi ha mai permesso di rincontrarla. Negli anni di ‘Quelli che il calcio’ con Fabio Fazio, nel programma c’era sempre Suor Paola tifosa della Lazio. Chiesi alla Rai di poter ospitare Suor Esterina per raccontare la storia della mia infanzia – ha sottolineato Rettore -, ma la curia non lo permise. Non ho mai capito perché”.
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