Elisabetta Franchi al centro della bufera: "Quello che dice è surreale"

Elisabetta Franchi ha suscitato molto scalpore con una recente intervista a Il Foglio. Le sue specificazioni sulle precedenti dichiarazioni di ieri sono servite a poco, e la stilista ha continuato ad essere al centro delle polemiche. Oggi anche Silvia Motta ha dato il suo parere sulle parole di Elisabetta, riassumendo perfettamente in poche frasi tutto ciò che pensa al riguardo: “Meno male che a 25 anni non ho incontrato una qualsiasi Elisabetta Franchi. Altrimenti, con quattro figli, col cavolo che avreste una signora degli ascolti”, una stoccata non proprio delicata. Mentre Silvia sceglie la via della concisione, essenziale ed efficace, qualcun altro ha deciso d'intervenire in maniera più prolissa. Stiamo parlando di Selvaggia Lucarelli, conosciuta per non avere molti peli sulla lingua. La giornalista , infatti, ha scritto un post su Instagram e un lungo articolo su editorialedomani.

Le parole rivolte alla stilista sono davvero pungenti ma non ci aspettavamo diversamente dalla Lucarelli: “I suoi negozi in Russia sono tutti ancora aperti. Non assume donne ai vertici se non sono “anta” ma la nipote di 27 anni è ai vertici dell’azienda. La figlia di 16 anni scrive “money is the reason we exist”. Ha una vertenza sindacale aperta per straordinari non pagati. Il fratello la accusa di aver romanzato la sua vita. Elisabetta Franchi ha saputo crearsi intorno una patina di intoccabilità, ma le ombre sono tante. E la sua vita più che una bella favola sembra Dynasty. E ancora: "In alcuni momenti quello che dice è così surreale da sembrare il discorso di Checco Zalone in Sole a catinelle, quello «Mi parlate di lavoro femminile ma IO IMPRENDITORE quando il marito la mette incinta IO devo pagare gli assegni familiari, io devo pagare la formazione di chi la sostituisce, io devo fare il reintegro. Allora sai che ti dico: operaia te vuoi andare incinta, la botta te la do io!»

 Ecco, il senso di surrealtà era questo. Che poi, a dirla tutta, le premesse erano pure interessanti, perché la maternità è un costo importante per le aziende e se per le aziende solide è riassorbibile, per quelle meno solide può essere un ostacolo. Il problema è che per tutta l’intervista non si sentirà mai parlare di welfare, contratti collettivi, asili nido, congedi parentali, bonus, tutele per il datore di lavoro e il dipendente, gender gap, nulla. Per quindici minuti si assisterà solo a un processo di colpevolizzazione delle donne la cui maternità è rappresentata, a tratti, come un dovere, un ostacolo, un impedimento e pure uno strazio fisico di cui però non bisogna lamentarsi, se si vuole diventare Elisabetta Franchi”.

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