Alfonso Signorini, la rivelazione choc: "Quella volta in cui Silvio Berlusconi mi prese la mano a letto in piena notte"

Alfonso Signorini, direttore del settimanale Chi e conduttore del Grande Fratello Vip, si apre sulla sua vita e sul suo rapporto con Silvio Berlusconi con la giornalista Francesca Fagnani durante una puntata di Belve. Per la prima volta, il famoso giornalista di gossip ha parlato di se stesso. Una vera confessione a Fagnani. Alfonso, abituato a essere preso di mira per la sua amicizia con Berlusconi, ha deciso di parlare di cosa sia effettivamente successo tra loro e del perché i due fossero in così buoni rapporti. Alfonso Signorini ha detto alla conduttrice del Belve di essere stato ferito dai commenti sul suo rapporto con Berlusconi. Alfonso infatti ha detto: “Mi ferisce molto che dicano: ‘Signorini il leccac*** di Berlusconi, Signorini la velina di Berlusconi e bla bla bla’. Io riconosco che con Berlusconi non sono obiettivo, ma lo dico io per primo perché gli voglio troppo bene, gli sono affezionato”. Poi ha aggiunto: “Però uno dice: ‘Perché gli vuoi bene? Perché è il tuo editore e ti conviene volergli bene’. No, io gli voglio bene perché lui me l’ha dimostrato il suo bene”.

L'intervista è poi proseguita sul rapporto che il direttore ha instaurato con Berlusconi, specificando i motivi di questa stretta amicizia tra i due. Il giornalista ha detto: “Questo non l’ho mai raccontato, però ci tengo a farlo sapere e non ero in grado di raccontarlo prima di oggi. Quando mia mamma è morta, lui sapeva benissimo che per me era il centro dell’universo, era davvero la mia vita.” Signorini ha quindi aggiunto: “Era appena morta, poi alle 23.30 mi stendo sul divano, sento il citofono, non volevo aprire a nessuno, ma erano due carabinieri. Ho pensato: ‘Cosa è successo?’. Volevano avvisarmi che stava arrivando il presidente, perché allora Berlusconi era presidente del Consiglio”. 

Poi il racconto continua: “Allora devo dire la verità, a fatica, gli ho aperto la porta di casa. Ecco, in quel momento, lui che cosa ha fatto? Io non ho più visto in lui né Berlusconi né altro, mi ha preso la mano, perché stavo parecchio male, anche perché ero nel pieno della mia malattia, mi ha tenuto per mano nel letto, facendomi addormentare alle 2 del mattino. Io alle 6 ho aperto gli occhi, lui non c’era già più e mi ha lasciato un biglietto che ancora conservo: ‘Quando ti svegli chiamami’. Ecco, io per una persona così, glielo giuro, se mi chiede di buttarmi giù dal balcone, io mi butto giù dal balcone”. Dal racconto del direttore di Chi, viene descritta una vera e profonda amicizia che va oltre il semplice rapporto di lavoro. In questa intervista, Alfonso chiarisce le ragioni del suo affetto nei confronti di Berlusconi, dissipando ogni dubbio. La loro non è affatto un'amicizia di convenienza, ma un'amicizia genuina e profonda.

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