Ron, dal rapporto speciale con Lucio Dalla alla lotta contro la terribile malattia: il cantante rompe un lunghissimo silenzio

Ron si racconta candidamente in una video intervista rilasciata a Tiscali.it. Dopo aver preso parte a Sanremo con il brano inedito dell'amico Lucio "Almeno Pensami", ha conquistato la critica per portare avanti il ​​suo nuovo progetto musicale, chiamato semplicemente "Lucio!". Questa è una raccolta di 12 canzoni che Dalla ha registrato dal vivo. Tra le 12 tracce ci sono tre delle più grandi canzoni di Dalla, scritte dallo stesso Ron, Piazza Grande, “Chissà se lo sai?” e Come è profondo il mare”. Nella video intervista, Ron , parla dei criteri che hanno guidato la sua selezione di brani , nello specifico della natura delle sue  collaborazioni artistiche e del suo rapporto umano con Dalla. Ma ha anche parlato del suo impegno in prima linea per la SLA, raccontando il motivo di quella scelta, e cioè la malattia che anni fa ha colpito il suo migliore amico. Ron, infatti,  si è sempre prodigato per raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA.

"Il mio migliore amico, Mario Melazzini, oncologo alla clinica "Maugeri" di Pavia, un giorno mi chiamò al telefono chiedendomi di potermi parlare, di lui questa volta, di un suo problema. Vedere Mario, talento straordinario, persona di una generosità infinita, era sempre l'occasione per imparare cosa volesse dire prendersi cura degli altri. Come facesse ad avere tutta quella forza e quella pazienza lo capii piano piano nel tempo... la sua empatia nei confronti dei pazienti era tale da poter entrare nelle loro paure e dare loro sempre una motivazione valida per cui combattere... sempre! Quel giorno, prima ancora di fare esami ed accertamenti, il suo istinto gli sussurrò, per la prima volta per sé, le tre lettere che nessuno al mondo vorrebbe mai sentirsi dire: SLA. Ho passato molto tempo al suo fianco, con la sua famiglia e con la speranza che tutto questo un giorno si sarebbe risolto e tutto sarebbe tornato come prima... solo un brutto sogno" .

Ron racconta anche le difficoltà nel continuare a progredire nella sua carriera con l'avvento dei talent  “del tutto e subito” una scuola di musica che vuole formare i ragazzi senza illuderli, “con calma, regalando consapevolezza e tenendo lontano le chimere”.  In ultimo confessa da che cosa è nata  quella canzone che lo ha rivelato al grande pubblico una delle poche non scritte da lui ma che gli calza addosso come un vestito sartoriale. “Una città per cantare” esprime davvero il mio modo di essere. Non sono mai voluto essere un leader, la mia gioia più grande resta l’incognita del palco, la sorpresa di scoprire lentamente chi hai davanti. Con umiltà”.

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