HomeSpettacoloRoberto Vecchioni, dalla dipendenza dall'alcool al brutto tumore: ecco com'è ridotto oggi

Roberto Vecchioni, dalla dipendenza dall'alcool al brutto tumore: ecco com'è ridotto oggi

Dalla malattia ai problemi di alcol fino alla gioia di essere nonno. Roberto Vecchioni si è raccontato in un'intervista al Corriere della Sera, svelando alcuni dettagli inediti sulla sua vita privata. Roberto Vecchioni  è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta ed ex insegnante italiano. Ha vinto alcuni dei premi e dei festival più importanti della musica italiana: il Premio Tenco nel 1983, il Festivalbar nel 1992, il Festival di Sanremo e il Premio Mia Martini della critica nel 2011; ha vinto inoltre il Premio Lunezia Antologia 2013. È considerato fra i cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei: nella sua opera, è ricorrente l'intrecciarsi del proprio essere con i più svariati miti della storia, della letteratura o dell'arte, questi ultimi presi in prestito, non tanto per descriverne le gesta, piuttosto come espediente per rappresentare una parte di sé.

Dal 1969 al 2004 ha lavorato anche come docente in diversi licei classici delle province di Milano e di Brescia. Ha tenuto e tiene vari corsi universitari. Roberto ha deciso di mettersi completamente a nudo e raccontare di sé, rivelando buona parte della sua vita privata ,cominciando dalla decisione di smettere di bere: «Del tutto, neanche un sorso di vino. Sette anni fa. Mi accorsi che stavo male, che perdevo tempo e attenzione per i figli». Proprio in merito ai figli - Francesca dal primo matrimonio, Carolina, Arrigo ed Edoardo da Daria, sua attuale moglie -  lo hanno reso nonno, cambiandogli radicalmente la vita: «Passo il Natale a organizzare giochi per figli e nipoti. Abbiamo una casa sul lago di Garda, con un giardino che viene illuminato a giorno, le renne, un Babbo Natale alto tre metri.

"Sono un maestro di Mercante in fiera, invento indovinelli pazzeschi, e poi la caccia al tesoro, la tombola, ma anche gli scacchi, il bridge, i quiz...». E rivela: «Pure le cose pericolose vanno affrontate come un gioco: un esame, una canzone da cantare per la prima volta, una malattia. Ho avuto tre tumori, tre operazioni, a un polmone a un rene alla vescica. Eppure ho compiuto 78 anni e sto benissimo». Alla domanda se crede in Dio, Vecchioni ha risposto: «Sì. E non le dirò la solita menata tipo “ci credo a modo mio”. Ci credo e basta. Da cattolico, sia pure poco praticante. Come faccio ad esserne sicuro? Perché il mondo è imperfetto. Se fosse perfetto, senza un clinamen, senza deviazioni, allora non ci sarebbe Dio. Invece Dio c’è, perché ci ha permesso, con il libero arbitrio, di affrontare il male e il bene».

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