Aida Yespica: ” Non riesco ad avere un rapporto come si deve dopo quello che mi è successo a 7 anni…”

Aida Yespica, ha passato momenti davvero difficili nell’ultimo periodo, in particolare nel ricordo di un evento estremamente traumatico successo tanti anni fa. Lafamosa showgirl ha ammesso di non riuscire più ad avere rapporti  “normali” dopo la tragedia che ha dovuto vivere a soli sette anni. La sua carriera è iniziata nel lontano 2002 quando era ancora giovanissima e con il tempo si è fatta spazio nel grande mondo dello spettacolo , divenendo una delle showgirl più affascinanti e amate dal pubblico.La sua vita però non è sempre stata in discesa e in una recente intervista al programma “Storie italiane” condotto da Eleonora Daniele, ha raccontato in lacrime la sua scioccante verità: Quando aveva solo sette anni è stata abusata da un amico del padre, un evento che ha stravolta la sua esistenza e della quale non riesce a parlare.
Nello stesso programma Aida ha voluto, pero, spiegare  il motivo per cui non è mai riuscita a riverarlo al padre e quanto questa cosa la stesse divorando. La 39enne aveva paura che i suoi genitori potessero attaccare l’uomo in questione e fargli del male.. .“Purtroppo abitavo con mio padre da sola e avevo paura della reazione che poteva avere mio padre verso quella persona. Temevo di poter rimanere da sola, ha fatto sapere. “In quel momento ho pensato che se lo avessi detto a mio padre sarei potuta rimanere sola. Però bisogna denunciare, ha aggiunto.
E anche oggi Aida Yespica è alle prese con le conseguenze di questo abuso: “Non riesco ad avere un rapporto come si deve, non è facile, la mia vita è stata strappata, mi dispiace per le persone che ho amato. Ad Eleonora aveva confessato:“Sono stata stuprata quando avevo 7 anni. Avevo rimosso tutto ma poi nel 2016 mi sono arrivati tutti i ricordi ascoltando una donna che aveva subito delle violenze. Non c’è una medicina e non c’è giustizia. Non ho saputo più nulla di questa persona perché sono arrivata in Italia e a 17 anni… Era una persona che frequentava la mia casa, un amico di mio padre. Sono passati 32 anni e vado avanti per mio figlio”.
L’avvenimento terribile, in realtà è stato sommerso per anni nei ricordi di Aida, che per un meccanismo di difesa e di rimozione aveva cancellato tutto e poi improvvisamente è rimpiombato su di lei schiacciandola completamente. Una ferita così profonda da essere rimossa dalla sua mente solo per riemergere qualche anno dopo, quasi per caso: è un frequente sistema inconscio messo in atto dal nostro cervello come una forma di autodifesa contro il dolore. Aida oggi parla così: “Parlarne può aiutare anche altre persone perché bisogna denunciarlo”.

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