Nek, l'incidente che gli ha cambiato la vita: "Ho dovuto affrontare un intervento di 11 ore"

Il cantante e cantautore ha parlato del suo passato e ha ricordato quanto si fosse sentito solo durante il periodo di isolamento e di quanto abbia sofferto in merito ad un gravissimo incidente che ha rischiato di cambiargli la vita.
Filippo Neviani in arte Nek ha pubblicato il 14 dicembre il suo primo libro “Mani nude”,  pagine in cui troviamo la storia delle sue prime esperienze come musicista, la sua carriera, le difficoltà e un incidente che minacciava di cambiarlo per sempre insieme a tutti gli aspetti personali e l'esperienze che l'hanno reso l'uomo che è oggi.

E’ uno dei cantautori più incisivi sulla scena del rock melodico italiano. Oltre a cantare e scrivere i suoi testi, Nek suona anche la chitarra, la batteria, la tastiera e il basso elettrico. Ma andiamo con ordine, proponendovi alcune note biografiche del noto cantante. Filippo Neviani – aka Nek – è nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 6 gennaio del 1972.Nella sua ormai lunga carriera (iniziata nel 1986… come sono lontani i tempi in cui Nek era un giovane esordiente, nei magnifici ’90) ha pubblicato ben 16 album, vendendo – ci dice la sua pagina di Wikipedia – oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo. Ed è giusto sottolineare in tutto il mondo, perché Nek è famoso anche al di fuori dei confini nazionali, specialmente nei paesi ispanofoni, anche grazie alla traduzione in castigliano di alcune sue canzoni.

Dal 2006 Nek è felicemente sposato con Patrizia Vacondio, la donna con la quale il cantante ha costruito una bellissima famiglia. I due sono sposati da tantissimi anni, ma il loro amore dura da molto prima. I due sono convolati a nozze, infatti, dopo ben 11 anni di fidanzamento. “Presi in mano la chitarra, la mia arma, sfoderai gli occhi azzurri e lei cascò nel trappolone” , questo quanto dichiarato da Nek durante un’intervista rilasciata ai microfoni di Maurizio Costanzo show.

In  merito all'uscita del suo libro, "A mani nude" Nek ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, dove ha voluto raccontare e  ricordare i momenti difficili, in particolare quello in cui ha preso parte per la prima volta a Sanremo nel 1993 tra le nuove proposte con "In te", una canzone sull'aborto:  "Il brano è stato strumentalizzato a scopo politico. Non si trattava più del cantante arrivato per la prima volta a Sanremo ma di uno slogan politico da fronteggiare. Tutto quello che ne è scaturito è stata un’intolleranza della stampa che non è andata per il sottile anche negli anni successivi".

Poi si è lasciato andare ad una profonda considerazione personale:  "Oggi è tutto molto veloce. Gli artisti di adesso sono insidiati dal tempo. Oggi sono tutti attenti a chi fa un errore. C’è più interesse alle vicende negative che a quelle positive".

Neviani è anche costretto ad ammettere che in questo momento è molto più facile scrivere un libro che organizzare un concerto. Per lui “A mani nude” è stato un processo di autoanalisi: “Volevo condividere qualcosa che era diventato un peso. Era un lavoro terapeutico. Una serie di sessioni di autoanalisi”.

Impossibile poi non parlare del grave incidente avuto con una sega circolare: ha dovuto affrontare un intervento di 11 ore. Quando finì la riabilitazione e la terapia e riuscì a risentire la mano, ammette, sia stato uno dei giorni più belli della sua vita e che provò una gioia immensa. Da quel momento, come ha rivelato in un'intervista rilasciata alla Toffanin, ha deciso di "vivere ogni giorno come fosse il primo".

"Credo che sia il frutto anche del lockdown - ha spigato al Corriere Nek - che stavo vivendo e nel quale siamo stati tutti messi a dura prova. Un iperattivo come me in gabbia impazzisce". "Mio padre avrebbe detto: sei stato uno sprovveduto. Ma nel momento in cui finiva la frase sarebbe iniziata la preoccupazione e la sofferenza. Primo perché è successo in un luogo che anche lui amava tanto e poi perché sono un musicista".