Miriana Trevisan: il racconto della sua carriera e di una scioccante verità del mondo dello spettacolo!"Molestie? ho qualcosa da dire ma non ho denunciato"

Miriana Trevisan, simbolo degli anni '90, si racconta: “Rispetto e stima per Boncompagni, Bongiorno, Corrado e Vianello. Bonolis? Lasciamo perdere…” Miriana Trevisan, storica showgirl e valletta di trasmissioni televisive degli anni '90, è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 durante la trasmissione “I Lunatici” qualche tempo e nonostante adesso sia al centro dei riflettori per la sua partecipazione al Grande Fratello Vip, all'epoca parlando di sé e della sua carriera fece scandalo raccontando una realtà che ancora oggi metti i brividi.

Dai tempi di Non è la Rai, Trevisan ripercorre le tappe e gli incontri del suo viaggio televisivo : "Non è la Rai" è stata un po' come una fiaba, perché in realtà era tutto irreale. È stato un momento magico, particolare, un po' ne soffrivo perché mi sentivo amata da tutti ma in realtà da nessuno, a tratti mi sentivo una regina, a tratti no. Ho capito da giovanissima che questo lavoro mi piaceva molto. Ho fatto quel programma dai 17 ai 19 anni più o meno. Facevo amicizia con la sarta, la truccatrice, ero molto timida, per questo sembravo schiva, preferivo avere delle amiche un po' più adulte. Tra noi ragazze c'era antagonismo, eravamo impreparate alla vita, tra di noi non c'era lealtà. Ma eravamo giovani, in un frullatore, un po' delle dilettanti allo sbaraglio.

Parlando ancora di Non è la Rai, Miriana Trevisan non può che fare riferimento al "papà" della trasmissione: Gianni Boncompagni."Ci avrò scambiato tre parole in tre anni con lui, scappavo, ero davvero molto timida. L'ho conosciuto dopo un po' di anni, persona molto piacevole, cultura straordinaria, un genio, un visionario." Un altro incontro chiave nella carriera della Trevisan è stato l'incontro con Mike Bongiorno, per il quale è stata apprezzata da molti senior del programma  La Ruota della fortuna. Per lui le parole sono espressione di affetto e ammirazione.

"Mike non era tanto differente rispetto a quando era davanti alle telecamere. Cercavo di essere sempre puntuale, sempre in riga. Con lui c'era un rapporto un po' più affettuoso, lui mi prendeva continuamente in giro, aveva una grande ironia, faceva sempre la battuta, scioglieva il ghiaccio".

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Miriana Trevisan ha lavorato anche con altri due pilastri della televisione "dal passato", ovvero Corrado e Raimondo Vianello:"Di Corrado ho un ricordo veramente meraviglioso. Un uomo d'altri tempi, un principe azzurro, un cavaliere, per lui anche l'ultimo degli ultimi era il primo. E anche Vianello era così. Erano due persone particolari, generose nell'insegnare. Vianello mi faceva sempre la stessa battuta, mi incontrava nei corridoi e mi chiedeva "ma tu chi sei?".

Per quanto riguarda i tempi più recenti aveva ammesso:"Oggi mi piace molto Alessandro Cattelan, è straordinario. Poi Gerry Scotti è molto bravo, mi piacciono Milly Carlucci e Alessia Marcuzzi. Bonolis? Ho lavorato anche con lui, è un grande parioliere, ha un vocabolario molto ampio... Poi tutto dipende dai gusti. Vabè, alcune volte è un po'.. Meglio lasciare perdere, altrimenti entro in una delle mie polemiche."

All'epoca decise di parlare anche del movimento #metoo e sui movimenti anti-molestie che nell'ultimo anno hanno scatenato scandali e messo in luce il lato oscuro del mondo dello spettacolo:

"Ho una mia verità da raccontare, non volevo che accadesse in questo modo. Sono sempre convinta che il sistema sia distorto, bisogna cambiare certi atteggiamenti. Ho parlato con diverse persone nei centri antiviolenza, loro mi hanno detto che non consigliano di denunciare subito, ma di raccogliere prima delle prove. Io in realtà non ho denunciato nessuno, parlavo del sistema, ho fatto una confidenza che poi è uscita pubblicamente. A chiunque subisca un abuso consiglierei di raccogliere prima, di fare qualunque denuncia pubblica o non, delle prove schiaccianti. La mia storia è iniziata da un articolo in cui raccontavo che effettivamente le cose vanno così, avrei portato avanti tutto con molta più sostanza, questa è una battaglia che va fatta, è evidente che siamo in uno stato fallocratico."