Massimo Giletti, la grave malattia che lo costringe a continui ricoveri: come sta oggi

Anche questa sera andrà in onda una nuova puntata di "Non è l'Arena". Il popolare show di La7 fino alla scorsa stagione televisiva andava in onda di domenica. Dall'autunno del 2021 i direttori della rete hanno 'imposto' a Giletti un cambio. Una decisione che pare non sia stata accolta con molto favore dal conduttore, che comunque l'ha accettata per rispetto della rete che lo paga alla fine del mese. Nel programma di Massimo Giletti viene dato spazio anche a voci fuori dal coro. Per questo motivo, il conduttore è stato spesso accusato di dare voce a persone che hanno opinioni pericolose. Lui ha sempre risposto di credere nella libertà d'espressione e di ospitare anche personaggi con cui è in totale disaccordo.

Il nome che ha scelto per la sua trasmissione è una chiara provocazione all'azienda per la quale ha lavorato per molti anni. Fino al 2017, infatti, era un dipendente Rai e conduceva il popolarissimo show domenicale "L'Arena". Dopo un burrascoso addio, è passato alla rete di proprietà di Urbano Cairo, dove ha continuato a lavorare a modo suo. Tre anni dopo il suo approdo a La7, succede un fatto che gli cambia la vita: alla veneranda età di 90 anni, muore suo padre, a cui aveva fatto la promessa di prendere in mano la sua azienda. Da circa due anni, infatti, gestisce la sua azienda tessile e pertanto si divide tra imprenditoria e conduzione televisiva, avendo un impegno settimanale che gli lascia molto tempo libero.

Giletti è originario di Torino, città dov'è nato nel 1962. Ha una laurea in Giurisprudenza e dopo gli studi ha  provato un'esperienza a Londra, che si è interrotta dopo pochi mesi. Anche il periodo di lavoro presso l'azienda di famiglia è insoddisfacente e quindi inizia a fare tutt'altro, scegliendo la strada del giornalismo. Fondamentale è la conoscenza con Giovanni Minoli: per il suo programma "Mixer" prepara reportage e inchieste, e propone ritratti dei più importanti politici del nostro Paese. Dopo anni di lavoro dietro le quinte, passa dall'altro lato delle telecamere: nel 1994 presta il suo volto per "Mattina in famiglia" su Raidue e "Mezzogiorno in famiglia", sempre sulla stessa rete, in coppia con Paola Perego.

Nel tempo è diventato uno dei volti dell'altra rete Rai, guidando "I fatti tuoi" per sei anni (dal 1996 al 2002), sotto l'occhio vigile di Michele Guardì (già ideatore e regista di "Mattina in famiglia " e "Mezzogiorno in famiglia"). Nel corso degli anni conduce un numero altissimo di programmi ma la vera svolta arriva nel 2004. Quell'anno la Rai lo inserisce nel team di "Domenica In", la popolarissima trasmissione di Mara Venier (all'epoca co-condotta insieme a Paolo Limiti). Più precisamente gli viene affidata una parte a sé stante del programma, intitolata "L'Arena".

Nel 2012, forte del successo di una serata dedicata a Mino Reitano, inizia una nuova avventura diversa: "Serate in omaggio ai grandi artisti", dedicate a Lucio Dalla, Lucio Battisti, Domenico Modugno e Mia Martini. Inoltre, nel 2012, lo showman torinese ha proposto a Raiuno "Voce per Padre Pio nel mondo" e il documentario "Tashakkor", che ha girato in Afghanistan con la regia di Roberto Campagna. Giletti è molto credente e si reca spesso a Medjugorje, un dettaglio fondamentale. Ha avuto diverse compagne famose: la prima è stata Antonella Clerici, poi la deputata del PD Alessandra Moretti, più un numero altissimo di flirt mai confermati ufficialmente.

Insomma, una vita all'apparenza soddisfacente. Eppure Giletti è un essere umano come noi e nel corso degli anni ha avuto qualche sofferenza. Il conduttore soffre di una malattia che lo ha portato spesso a recarsi in ospedale per operazioni più o meno urgenti: una forma grave di scoliosi. L'occasione per raccontarlo è stata un'intervista a "Maria con te", a dimostrazione dell'importanza della fede religiosa nella sua vita. "Ho dovuto portare busti, corsetti e sono stato ricoverato più volte in ospedale per delle operazioni. Ero bambino e non è stato facile, però quel periodo negativo mi ha temprato per il futuro". Oggi riesce a lavorare senza grossi problemi, segno che il peggio è alle spalle.

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