Carlo Verdone: il dramma straziante della sua vita "Mi è crollato il mondo addosso..."

Carlo Verdone è uno degli attori più apprezzati del cinema e della televisione ma non tutti sanno che ha  dovuto affrontare un dramma molto intenso.

Tra gli attori più apprezzati dal pubblico cinematografico e televisivo, una figura-icona come Carlo Verdone occupa un posto speciale. Un attore senza tempo che negli anni ha saputo coltivare una carriera diventata ormai straordinaria. Attore, ma anche regista, sceneggiatore, in una parola, un volto che ha attirato l'attenzione del pubblico anche grazie alla sua capacità di essere dinamico, poliedrico, artista a 360°.

La sua  vita privata, a parte la carriera, è un altro elemento che ha  attirato sempre molta attenzione. Sono migliaia i fan di Verdone che cercano anche di rubare notizie e retroscena all'attore romano tramite la rete. La storia con l'ex moglie, Gianna Scarpelli, che li ha visti legati nel 1980-1996 ha segnato chiaramente la vita di Carlo. Una relazione in cui sono nati anche due figli, Giulia e Paolo.

L'amore di Verdone per i suoi figli, che spesso è emerso nel tempo, anche dopo che Carlo ha deciso di prendersi due anni di ferie per stare con loro. "Ho dovuto riconnettermi con loro", ha spiegato l'attore  classe anni '50.

Verdone ama i suoi figli, cosi come ha amato anche sua madre, Rossana Schiavina. E proprio con lei che Carlo ha vissuto un vero e proprio dramma, che l’attore ha raccontato nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista ‘Vanity Fair’.

In quel periodo ha detto aver vissuto momenti tragici e ha raccontato il difficile passato così:

“Quando sei un figlio che non può fare nulla per un proprio genitore con una malattia degenerativa, il mondo ti crolla addosso. Non conta se sei una persona affermata o uno qualunque. Vedere perdere lentamente chi ti ha dato la vita è una sofferenza che non bisognerebbe augurare a nessuno”,

L'attore ha poi dettagliato quale fosse la terribile patologia che ha colpito sua madre, morta nel 1984.

“Quando mia madre si è ammalata di una sindrome neurologica rara e spietata per me furono quattro anni di merda. Era la persona a cui volevo più bene al mondo, la vedevo sfiorire e il solo guardarla mi faceva disperare. Era arrivata a pesare 39 kg”.

In un post Facebook Carlo ha ricordato con affetto il suo esordio al Teatro Alberichino di Roma. All’epoca era un ragazzo molto timido ed emotivo, aveva difficoltà a stare sul palco e temeva il giudizio altrui. Per paura aveva deciso di non entrare in scena e si finse malato, ma fu in quell’occasione che la madre riuscì a convincerlo a salire sul palco.

Ogni giorno dedico un pensiero a questa madre unica, amorevole, spiritosa, alla quale devo tutto. Il giorno del mio debutto al Teatro Alberichino di Roma non volevo presentarmi alla prima, avevo paura di essere inadeguato. Avevo paura di dimenticare le battute dei monologhi, ero convinto di non avere il talento necessario per stare su un palcoscenico con i critici davanti.

Alle 18:00 entrai in camera di mia madre e le dissi: “Aiutami. Dobbiamo telefonare al teatro e dire che ho la febbre alta. Vado a fare una figuraccia”. Mia madre si alzò dalla scrivania, mi prese per il collo e mi spinse fino alla porta di casa. Aprì e mi diede un calcio nel sedere buttandomi fuori. Mi lanciò il giubbotto sulle scale e mi disse: “Piantala di fare il cacasotto! Vai subito al teatro, fregnone! Un giorno mi ringrazierai!” E lasciandomi come un disperato fuori dalle scale mi chiuse la porta in faccia. E così, come un condannato a morte, scesi le scale e andai con la testa bassa e tanta ansia in quel teatro che mi cambiò la vita. Ancora oggi penso a quella scena, e ancora oggi ripenso alla certezza che aveva quella donna che voleva solo il mio bene.