Le "principesse"del Gfvip: ecco perchè il padre è in carcere e chi sono realmente!

Clarissa, Jessica e Lucrezia Selassiè sono le inquiline più nobile che il Grande Fratello Vip abbia mai avuto nella sua casa. Ma cerchiamo di approfondire un pò di più la loro storia e scopriamo di più anche sul padre che è attualmente recluso in un carcere in Svizzera.
Si chiamano Jessica, Lucrezia e Clarissa Hailé Selassié, sono i membri del  cast più intriganti di questa edizione del Grande Fratello Vip. Le tre ragazze sono pronipoti di Negus, il re dei re, l'ultimo imperatore d'Etiopia, il loro bisnonno e da qui il titolo di Principesse.

Di mentalità aperta, con un look piuttosto appariscente ed esagerato, si descrivono sul loro profilo Instagram come principesse del popolo e regine della piazza, nobiltà contemporanea. In effetti, la loro storia familiare ha le sue radici nel passato della monarchia etiope che è crollata nel 1974 e persino nella Bibbia. Sì, perché la loro dinastia imperiale aveva Menelik, figlio del re Salomone e della regina di Saba, come antenato. Poco si sa delle tre principesse. La più grande è Jessica, 26 anni, il suo nome completo è Jessica Zawditu. Poi Lucrezia di 23 anni per gli amici Lulù e infine Clarissa di 19 anni. hanno un fratello, Christian, 31 anni, quarto nella eventuale successione al trono d'Etiopia, noto alle cronache mondiali per presunto flirt con Giovanni Ciacci, editorialista e stilista, ex concorrente di Ballando con le stelle.

In effetti, la famiglia Selassié potrebbe essere la più ricca della terra grazie a un mitico tesoro che Negus aveva investito in obbligazioni tedesche e statunitensi del valore di diversi trilioni di dollari e circa un trilione di euro oggi. Alcuni ristoranti di Roma, infatti, ricordano le cene che Aklile Berhan fece con Idris al-Sanussi, figlio dell'ultimo re di Libia, che si conclusero con una mancia di mille euro per i camerieri. Ma ora non c'è più traccia di questo fantastico tesoro.

Aklile Berhan non sarebbe stato in grado di raccogliere un centesimo, lasciando nella disperazione i membri della dinastia, il defunto patriarca ortodosso etiope Abuna Paulos, e decine di "investitori" per finanziare i milioni di costose iniziative di euro necessarie per raccogliere buoni che rappresentano il tesoro.

Giulio Bissiri si rivelò figlio del Giardiniere (italiano) del Re d'Etiopia, nato in Etiopia nel 1956, padre delle sorelle Selassié conosciute come le Principesse d'Etiopia.
La storia racconta che Giulio Bissiri si fa chiamare Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié, ma non è un discendente diretto della famiglia reale. Ma come è possibile che negli anni l'umile figlio del giardiniere sia diventato un nobile e e considerato da tutti un discendente della dinastia imperiale etiope? La storia racconta anche che Giulio Bissiri è cresciuto a stretto contatto con i sei nipoti di Negus, in un contatto così stretto da poter fingere di essere la loro famiglia. Questa storia spiegherebbe anche perché un discendente di una famiglia etiope abbia trovato casa in Italia: a quanto pare non c'era in realtà alcun legame tra il Negus e il nostro Paese.

Ma veniamo al dunque, perchè il padre delle principesse è in carcere ?
La denuncia risale al 2017, quando tre imprenditori ticinesi denunciarono il nipote del defunto re etiope Hailé Selassié, per aver detratto circa  10 milioni di franchi da imprenditori con la promessa di finanziare un'operazione con lo Stato tedesco per riscuotere vecchi titoli emessi nel primo dopoguerra . Queste obbligazioni dovrebbero essere pagate dalla Germania per conformarsi al Trattato di Versailles.
L'attesa e il mancato reperimento di denaro hanno spinto gli investitori a denunciare l'uomo arrestato a giugno e sul mandato di cattura, oltre al nome di Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié, compare il nome Giulio Bissiri il che la dice già lunga... iulio Bissiri è stato arrestato in Lussemburgo e poi estradato in Svizzera, dove è attualmente detenuto. Resterà in carcere per almeno tre mesi per evitare la contaminazione delle prove e fuggire.

Di Giulio non sappiamo molto, il nome stesso ha fatto scalpore sui  giornali e  per gli inquirenti: come è possibile che un discendente diretto del re etiope in quarta linea di successione si chiami Giulio Bissiri?

Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié sarebbe davvero nato in Etiopia, ma non sarebbe altro che il figlio di un giardiniere del palazzo reale. Giulio Bissiri riesce ad inserirsi in una grande e potente famiglia etiope, guadagnandosi la loro fiducia al punto da essere quarto nella linea di successione al potere (la vera erede al titolo è Zera Iacob Amhà Selassié).

L’imperatore infatti aveva avuto 6 figli e l’attuale erede, senza corona, è Zera Iacob Amhà Selassié nato nel 1953, mentre Bissiri è nato nel 1956. una volta tornato in Italia sarebbe riuscito a farsi firmare una delega dai discendenti legittimi (aggiunge il giornale “Oggi” ormai poveri in canna) per rappresentare la famiglia fingendo appunto di essere un discendente diretto della successione imperiale etiope.

Jessica nella casa del Grande Fratello VIP ha dichiarato che in realtà  zii, fratelli, cugini e molte persone della loro famiglia hanno subito violenze e carcere perché facevano parte della famiglia imperiale. Il padre della famiglia Selassié invece è riuscito a scappare in Italia, aiutato da una persona. Scappato dall’Etiopia ha cambiato il cognome per vivere un periodo in incognito per salvarsi la vita, da qui il nome di Giulio.

Successivamente va a Londra e riesce a recuperare le sue documentazioni e il rapporto con i membri della sua famiglia con cui le sorelle Selassié hanno ottimi rapporti.

La storia del giardiniere è questa: il giardiniere è colui che ha salvato suo padre portandolo in Italia. La famiglia ha anche rilasciato una dichiarazione in cui dicono che  "ci sono documenti ufficiali per dimostrarlo e saranno presentati nelle sedi appropriate. Definiamo la nostra famiglia più unita che mai".

Jessica Selassié, Lulù Selassié e Clarissa Selassié sono state informate nella casa dei VIP del Grande Fratello dove stanno gareggiando sullo stato carcerario del padre. Le ragazze hanno reagito con molta calma poiché già sapevano della situazione che andava avanti dalla primavera.