Piero Angela e la dichiarazione che non ti aspetti sul Green Pass: "Ho urlato contro il ristoratore"

Uno dei volti televisivi più conosciuti e apprezzati in Italia è intervenuto sulle pagine de il Messaggero per parlare di Green Pass e controlli inesistenti. Il divulgatore scientifico ha affermato che nella sua ultime visite al ristorante non gli è stato chiesto il Green Pass.

Angela si trovava a Roma, durante una giornata che lui stesso ha definito "molto affollata" e all'ingresso al ristorante nessun membro dello staff gli ha chiesto di esibire il certificato verde che attesta la vaccinazione, la guarigione o la negatività al tampone. A suo avviso chi non controlla non alibi: "Il gestore deve tutelare la salute del cliente. Se questo non avverrà lo segnaleremo. È molto inutile dire che è molto inutile la tutela dei luoghi pubblici".

E ancora: "I locali devono controllare il green pass. Il rispetto delle regole è sempre importante, ma in questo momento lo è ancora di più: non possiamo farci travolgere dalla quarta ondata".

Tornando all'episodio recente nel ristorante romano: "Ho fatto notare che nessuno mi aveva chiesto il pass ma sono stato ignorato. Poi ho provato ad attirare l'attenzione. Credo di aver anche urlato! Poi ho chiesto con educazione e finalmente mi hanno controllato. Nessuno dovrebbe vergognarsi di chiedere di far rispettare le regole".

Nelle righe successive il giornalista capisce che non sempre si ha a disposizione lo staff per controllare ma anche che una soluzione va trovata: chi non si vaccina e non si tampona non può mettere a rischio altre persone. "Soprattutto durante il periodo di Natale c'è bisogno di controlli serrati: le nostre attività devono essere efficienti, i turisti non devono avere paura ad entrarci, le famiglie devono poter trascorrere in serenità il tempo libero. Abbiamo sofferto abbastanza".

Il conduttore televisivo ha più volte parlato in termini positivi del vaccino. A fine dicembre 2020, quando le primissime dosi erano state consegnate anche in Italia, Angela chiarì che si sarebbe vaccinato appena possibile, perché "totalmente fiducioso" dell'efficacia e sicurezza del siero. Inoltre, conscio della sua autorevolezza, affermò che i personaggi televisivi e divulgatori scientifici avrebbero dovuto parlarne pubblicamente per "dare il buon esempio".

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