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Davide Mura
Avvocato, sovranista e identitario, appassionato di Costituzione

Stato e Chiesa nella Costituzione, tra laicità e sovranità

stato-chiesa-patti-lateranensi-costituzioneL’art. 7 della Costituzione italiana è sicuramente – soprattutto oggi – uno degli articoli più contestati da coloro che propendono per un laicità integrale (e integralista) dello Stato italiano, quasi che la #laicità (di cui parlerò meglio quando esaminerò l’art. 8 Cost.) possa essere davvero compromessa dalla costituzionalizzazione di un accordo che in realtà vuole essere di portata storica e di importanza fondamentale per la società italiana, perché – al di là del presunto confessionismo strisciante che (a torto) gli si vorrebbe attribuire – riconosce pienamente il valore della cultura cattolica nella predetta società, non solo in quanto promotrice di un bagaglio valoriale preciso, ma anche perché questa cultura è radicata nei nostri usi e costumi, tanto da contribuire a formare quell’identità nazionale, oggi così denigrata e svilita da quelle politiche che invece mirano a distruggere tutto ciò che è identità e nazione1.

Vediamo cosa prevede l’art. 7:

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Una norma questa partorita non con qualche perplessità (v. on. #Cevolotto: sì quello d’art. 11), soprattutto per due ragioni: in primis si temeva che la costituzionalizzazione dei #Patti #Lateranensi avrebbe ricondotto lo Stato in un contesto confessionale (per via dell’art. 1 del Trattato) e poi perché si intendeva cristallizzare nella Costituzione un rapporto pattizio che per sua natura avrebbe potuto essere mutevole nel tempo, e che perciò avrebbe dovuto essere lasciato all’attività di Governo, nel pieno rispetto delle norme costituzionali che regolano i rapporti internazionali.

Le perplessità chiaramente furono superate con la formulazione che tutti conosciamo. Si riconosceva l’indipendenza e la sovranità della #Chiesa Cattolica nell’ambito del suo specifico ordine e si riconosceva altresì un rapporto privilegiato con la Chiesa Cattolica, senza che tale rapporto scadesse nel confessionismo di Stato (in realtà già nei fatti superato durante la vigenza dello Statuto Albertino). E ciò è dimostrato proprio dal periodo finale dell’art. 7, là dove si stabilisce che la modificazione dei patti, accettata dalle due parti, non richiede la procedura ex-art. 138 Cost. Sicché, qualora lo Stato italiano intendesse modificare unilateralmente i patti, questi avrebbero richiesto tale procedura aggravata.

La norma in questione dunque non intende affatto reintrodurre surrettiziamente il confessionismo di Stato né intende costituzionalizzare le norme dei Patti Lateranensi, come poi alcuni hanno accusato e paventato, quanto semmai intende costituzionalizzare il principio pattizio in sé (e questo il senso dell’ultimo periodo). Se così non fosse, facilmente – tramite l’art. 7 – si sarebbe potuto introdurre quel confessionismo di Stato che i costituenti (compresi i costituenti cattolici) hanno cercato di scongiurare, pur evitando – onestamente – di scadere nel volgare anticlericalismo (molto in voga in quel di Francia) che si tenta tutt’oggi di riproporre anche nel nostro paese, proprio facendo leva sull’aconfessionalità costituzionale.

In un’ottica sovrana, l’art. 7 Cost. rappresenta indubbiamente il paradigma dell’indipendenza e dell’originarietà del potere statale repubblicano, tanto che, coordinando la norma in esame con l’art. 1, si può agevolmente affermare che il principio di sovranità è non solo costituzionalizzato all’art. 1 (la sovranità appartiene al popolo), ma è rafforzato proprio dal fatto che lo Stato Italiano riconosce che esso stesso e la Chiesa sono nel proprio ordine indipendenti e sovrani (cfr. #Martines). Ne parleremo ancora.

  1. Lo sottolineo: una contestazione a mio avviso infondata, che però trova sponda (soprattutto politica) nei maggiori critici della cultura cattolica, accusata di essere un ostacolo al progresso sociale e al cosiddetto #multiculturalismo.
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